42) Heller. I bisogni.
Nata a Budapest nel 1929, allieva e collaboratrice di Lukcs,
Agnes Heller  stata un'esponente di punta della scuola di
Budapest, ma ha dovuto poi emigrare in Australia per problemi con
la censura. In questo brano, dopo aver definito che cosa si debba
intendere per bisogni, la filosofa ungherese li distingue in
bisogni personali e sociali, poi in bisogni esistenziali, in
bisogni umani non alienati e infine in bisogni umani alienati.
A. Heller, La teoria dei bisogni in Marx.

 Il bisogno  desiderio cosciente, aspirazione, intenzione sempre
diretta verso un certo oggetto e motivante l'azione come tale.
L'oggetto in questione  un prodotto sociale, indipendentemente
dal fatto che si tratti di merci, di un modo di vivere o
dell'altro uomo. L'oggettivazione sociale e i bisogni sono in
correlazione; la prima fissa l'ambito, delimita l'estensione dei
bisogni degli uomini che vivono in una data societ, che
appartengono a un certo strato sociale. Questo spiega perch i
bisogni sono personali (soltanto le persone desiderano
coscientemente qualche cosa, aspirano a possedere qualche cosa, la
intenzionano) e allo stesso tempo sociali (dal momento che
l'oggetto di ogni bisogno viene fornito dall'oggettivazione
sociale). Non esistono bisogni naturali. L'aria non  l'oggetto
di un bisogno, bens una condizione della nostra esistenza, mentre
il fatto che preferiamo l'aria fresca e pulita a quella inquinata
 gi la manifestazione di un bisogno. Dobbiamo ancora
distinguere, secondo le intenzioni di Marx, tra i cosiddetti
bisogni esistenziali e i bisogni propriamente umani.
I bisogni esistenziali sono ontologicamente primari, dal momento
che sono fondati sull'istinto di autoconservazione. Essi sono, tra
gli altri, il bisogno di nutrimento, il bisogno sessuale, il
bisogno di contatto sociale e di cooperazione, il bisogno
dell'attivit. Anche questi non possono essere definiti
naturali, poich sono interpretabili come bisogni concreti
soltanto all'interno di un certo contesto sociale. Neppure il
bisogno di nutrimento pu essere definito con esattezza
biologica. E' assai noto ad esempio il fatto che in certe
comunit africane e asiatiche la dieta calorica  rimasta assai
inferiore al minimo necessario indispensabile per la sopravvivenza
nelle moderne societ europee e tuttavia esse non sono
sottoalimentate dal punto di vista del mantenimento della loro
omeostasi sociale. La sottoalimentazione si  sviluppata
unicamente per effetto di una perturbazione dell'equilibrio
sociale. Possiamo affermare in generale che la soddisfazione dei
bisogni esistenziali, a un dato livello,  garantita dalla
struttura delle societ primitive. Il limite della soddisfazione 
la natura: la morte in massa per fame  conseguenza di catastrofi
naturali. Il capitalismo  la prima societ che mediante la forza
e la sua struttura sociale condanna intere classi della
popolazione a lottare quotidianamente per la soddisfazione dei
puri e semplici bisogni esistenziali, dall'epoca
dell'accumulazione originaria fino a oggi, senza parlare del Terzo
Mondo. In questo senso Marx parla della classe operaia del suo
tempo come classe senza bisogni, cio ridotta a livello bestiale
nella soddisfazione dei suoi bisogni esistenziali.
Contrariamente a questi ultimi, i bisogni propriamente umani
sono contraddistinti dal fatto che nei desideri, nelle
intenzionalit dirette verso i loro oggetti, la spinta naturale
non svolge alcun ruolo. Oggetti di questi bisogni sono, tra i
tanti, il riposo superiore a quello necessario per la riproduzione
della forza-lavoro, una attivit culturale, il gioco degli adulti,
la meditazione, l'amicizia, l'amore, la realizzazione di s nella
oggettivazione, l'attivit morale. Oltre a questi esistono anche i
bisogni umani alienati, come il bisogno del denaro, del potere e
del possesso. Con lo sviluppo del capitalismo e, parallelamente,
con la costrizione della classe operaia alla lotta per la
soddisfazione dei soli bisogni esistenziali, i bisogni alienati
hanno preso il sopravvento sulla restante maggioranza dei bisogni
propriamente umani. Nei paesi neocapitalisti (almeno cos  in
Europa e in America) si ha progresso quando il dominio dei bisogni
alienati si estende a strati sociali pi ampi.
I bisogni umani non alienati hanno un carattere qualitativo. Il
loro sviluppo non  contraddistinto da un'accumulazione
praticamente infinita di oggetti utili alla soddisfazione dei
bisogni, bens dall'evoluzione della loro poliedricit, quella che
Marx chiamava la loro ricchezza. Vorrei sottolineare a questo
punto che la distinzione tra bisogni esistenziali e bisogni
propriamente umani non alienati  relativa. In certi casi questi
ultimi possono assorbire e coincidere con i primi. Basti ricordare
il reciproco bisogno che l'uomo e la donna hanno l'uno dell'altro.
Viceversa i bisogni alienati hanno un carattere quantitativo. Il
processo della loro accumulazione  praticamente infinito. Se
prendiamo in considerazione i bisogni puramente quantitativi,
difficilmente troveremo il punto in cui essi raggiungono il
livello di saturazione. L'accumulazione infinita indotta dai
bisogni quantitativi-alienati pu essere ostacolata e interrotta
soltanto dal processo di sviluppo dei bisogni quantitativi, dal
loro progressivo dominio. Sotto questo profilo, non c' alcuna
ambiguit nella concezione che Marx aveva del comunismo: esso  il
processo sociale che realizza la sempre crescente espansione del
dominio dei bisogni umani qualitativi non alienati su quelli
esistenziali e su quelli quantitativi alienati.
C. Bordoni e A. De Paz, La critica della societ nel pensiero
contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1980, pagine 202-204.
